Per lucem et tenebram transeunt vitae nostrae mortalis.

sabato 24 settembre 2011

mea culpa...

Verissimo. Pronta ad ammetterlo. Niente da dire.
Non si sparisce così. Lo so. Non si fa. E questa volta non provo nemmeno a giustificarmi: gli impegni c'erano ma in fondo erano quelli di sempre, il tempo anche e così la capacità.
Quindi?
Quindi nulla. Chino il capo, mi inginocchio, mi prostro se volete, e, come nella migliore tradizione inquisitoria, lo ammetto: mea culpa.
Il fatto increscioso è tuttavia un altro: il perché sono sparita!Ecco, la verità è che non avevo voglia. Si, è proprio così, non mi andava!
Vi concedo un minuto di somma indignazione. Fatto? Bene. Fate come se mi fossi figurata le vostre bocche corrucciate e gli occhi ridotti a fessure. Ora però, io vi faccio due grandi occhioni da cucciolo abbandonato, quelli lucidi e con le stelline che si vedono nei cartoni giapponesi e voi dovreste proprio commuovervi. Commossi? Si? No? Ammetto che in un vero processo non farei molta strada...E va beh...visto che il diritto di difesa è sacro e inviolabile da Costituzione per una volta ne approfitto, con o senza lacrime.
Il fatto è che avevo perso lo smalto. Non come i denti...o forse si!Anche io ero tutta grigina e smorta. Capite, non che fossi triste, ero come il solito, con gli alti e bassi di ogni essere umano in quanto tale. No No. Avevo perso un po' di fiducia. Nella mia testa era nato questo pensiero: ma in fondo cosa gliene frega alla gente di quello che penso io? Che ragione ho per continuare a scrivere quello che penso e farlo sapere a tutti? E' un problema grosso! Roba da alta filosofia. Ed è stata proprio la filosofia a salvarmi, o meglio i filosofi! I filofosi e la muffa. Non avete letto male. Ora, a seconda del concetto di filosofo che avete nella vostra mente queste due immagini possono non avere nulla in comune oppure essere strettamente connesse. Se quando pensate a filosofo pensate ad alla scolastica, a Schopenauer e ad Anassimene, forse vi viene automaticamente in mente un limone ammuffito. Tuttavia poiché la mia idea di filosofo non ha nulla in comune con tutto ciò, per me le due cose non c'entravano nulla l'una con l'altra. Quindi diciamo pure che ho avuto due spunti separati a poca distanza l'uno dall'altro.
Partiamo dai filosofi. Visto che sono in fase finiti gli esami-non ancora iniziato l'anno accademico ne approfitto per fare le cose che più mi piacciono, tra queste leggere. Ogni tanto, quando mi sveglio con molta energia e sento che la mia mente e in stato di grazia mi piace leggere di filosofia. Non i libri di testo, le opere dei filosofi e vedere quanto posso capire. Per la cronaca, di solito funziona così: se nelle prime venti pagine non capisco quasi nulla e appena superata questa barriera mi si apre un mondo significa che io e quel filosofo andremo molto d'accordo. Credo lo facciamo apposta: sono come le famose prime 50 pagine del "nome della rosa". L'autore ti sfida: vediamo se hai la testa dura di seguirmi e poi ti premia. Sto divagando. Giorni fa ero quindi semisdraiata sul divano (posizione ideale) con il naso infilato negli "eroici furori" e una matita di quelle metà rosse metà blu su un orecchio. Le prime 20 pagine erano andate e mi stavo quindi godendo la mia meritata ricompensa. Improvvisamente un flash! E qui si riotorna al discorso iniziale. La mia testa si è concentrata sul fatto che nella storia ci sono stati un sacco di filosofi, buona parte dei quali totalmente sconosciuta ai più. Ecco pensiamo a queste grandi menti: se ne andavano in giro a raccontare a tutti la loro idea del mondo, la scrivevano in opere varie, la insegnavano...e nel caso del mio filosofo poi venivano bruciati, ma questa spero sia solo un'eventualità...
Insomma erano persone che parlavano di ciò che pensavano. Ora, io non ho una teoria mia sulla struttura del cosmo e sull'anima o su un'altro di queste cose che affascinano (e su cui in effetti è favoloso farsi una propria teoria...) ma nel mio piccolo sono un po' una filosofa!FAVOLOSO!
Da qui salto alla muffa. Parlo della muffa perché quando vivi in una casa per 5 giorni alla settimana o comunque quando sei una persona incapace, per propria o altrui scelta, di stare ferma troppo tempo nello stesso posto, hai diversi contatti con la suddetta. A me capita sempre con i limoni. I limoni ammuffiscono anche in frigorifero e ad una velocità sconvolgente per la mente umana (a proposito, hanno superato la velocità dell luce, lo sapevate? ha-ha Einstein!). Ecco, di recente ho aperto il frigo e ho notato un limone che si era trasformato in una variopinta massa pelosa: verde, bianca, arancione...una favola!E così ho pensato:cavolo, sei muffa!c'è bisogno di fare tanta scena?? Ecco perché potevo parlare di mille altre cose: le termiti con i loro immensi formicai, le zanzare e il loro ronzio, i licheni, i pesci tropicali, i coralli...tutta la natura è progettata per far dire ad ogni sua singola particella "ehi, ci sono anche io!". Ogni singola creatura urla con tutta se stessa "sono qui, ascoltatemi, vedetemi, percepetemi!!". E allora, chi sono io per andare contro natura? E se ho i mezzi me migliorare questa sua primigenia volontà, perché non approfittarne??
Quindi ringrazio i filosofi, la muffa, le stelle del cielo, le farfalle, le meduse, gli uccelli tropicali, i gerani, le api, il sole e la luna, le mucche, i pappagalli e tutto il resto!Sono tornata!

sabato 30 luglio 2011

piacere, sono la nuova vicina!

Nei primi giorni dopo il mio trasloco credo di aver ripetuto questa frase almeno una trentina di volte...non so come mai ma a me fa sempre sentire un po' scema...sarà che i nuovi vicini li incontri sempre in situzioni imbarazzanti. Otto e mezza di sera, pantaloncini della tuta, maglia extralarge con stampa di Pluto, ciabatte infradito, occhiali, capelli raccolti con matita. Improvvisamente una folgorazione: devi mettere fuori la carta!!!Maledettissima raccolta della carta di Ferrara (faccio notare, solo della carta...il resto lo potete buttare tutto assieme e chi si è visto si è visto...della serie fare le cose fatte bene è fatica...). Ok, niente panico. In fondo devi solo sgattaiolare fuori di casa, percorrere il pianerottolo, scendere una rampa di scale, aprire il portone, allungare fuori l'allegro sacco azzurro e rifare il percorso al contrario. Nulla di più facile. Non stai mica a darti una sistemata per assumere un'aria umana...figuriamoci!Chi ci sarà mai lungo le scale??Ve lo dico io: tutto il palazzo. Tutto. Nell'esatto istante in cui tu metti il naso fuori dalla porta ogni singolo inquilino si riversa fuori casa e invade i corridoi, le scale, gli androni, i pianerottoli...e tu sei la principale attrazione che viene offerta...E un po' come essere una bestia rara con attorno un branco di biologi del National Geographic...La prima cosa che a me viene institiva fare è un sorriso imbarazzato (che ti fa assuemere quell'aria ebete che va solo a peggiorare lo stato delle cose) accompagnato da un timido cenno della mano, anzi, del sacco di plastica...e poi...fuga!!Scatto felino fino al portone, lancio del sacco, corsa ad ostacoli su per le scale, altro sorrisetto e dentro nella tana a testa bassa...roba che nemmeno alle olimpiadi...
Il primo pensiero che si pone subito dopo, cioè appena ti chiudi le porte alle spalle, è questo: Dio, che figura di merda!
E così scatta la contromossa; si perché mica puoi permettere che tutto il palazzo pensi che tu sia una cavernicola!E così il giorno dopo esci di casa con un look da serata alla Scala ma, e qui sta tutto il trucco, con un'aria sommamente indifferente, come se andassi tutte le mattine a prendere il pane con jeans, camicia di seta, trucco e perrucco perfetti e tacco 12...e te ne stai a passeggiare per il pianerottolo per un quarto d'ora buono utilizzando tutte le scuse a tua disposizione: sbattere lo zerbino, spolverare il campanello, lucidare la maniglia della porta e così via...tutte attività fermamente sconsigliate quando si indossa un tacco da trampoliere...
Il problema principale è che nonstante tutto il tuo impegno e il tempo speso in varie ed alquanto inutili attività, solo i vecchietti del piano di sopra e la babysitter dei vicini percorreranno il corridio durante questa bella mascherata...e va beh...non c'è da preoccuparsi! Le voci in un condominio circolano ad una velocità supersonica ed entro un paio di giorni tutti i vicini saranno a conoscenza del fatto che tutto sommato tu potresti comunque venire classificata come una persona civile...
e sarà proprio a questo punto che da gorilla selvatico ti trasformerai in mistica creatura fantastica, apparizione miracolosa, splendido mistero che tutti vogliono conoscere. E qui comiciano le infinite processioni dei vicini di casa, nemmeno fosse apparso qualche santo sul tuo tavolo da pranzo. Alcuni sono subdoli: suonano alla porta con le scuse più assurde: ha della sabbia per il gatto? Cera per il parquet? Un tovagliolo di troppo? Un misurino per la farina?
Due cose. La prima: mi sono trasferita qui da una settimana, perché cavolo dovrei avere tutte queste centinaia di cose assurde se non le hai nemmeno tu che vivi qui da 10 anni?? La seconda: ma la vecchia scusa dello zucchero è diventata ormai abusata?
Altri vicini invece non si vergognano di niente. Suonano tanto per conoscerti, per vedere come sei fatta...dalla soglia allungano la testa in pose degne dei contorsionisti del circo di Mosca per sbirciare l'arredamento, i colori delle pareti, le tende e alcuni anche per accettarsi che tu per caso non sia una spia del Mossad...i migliori resta però quelli che portano i dolci. Una volta io credevo che fosse una cosa da film americani che nella realtà non accade ma dopo i vari traslochi che la mia vita mi ha costretto a fare mi sono resa conto che non è affatto così! No, i vicini dolcisti esistono davvero. Questa volta è stata la famiglia che vive nell'appartamento di fronte al mio. Sono polacchi e hanno tre bambine che sembrano angeli caduti dal cielo. E mi hanno portato i Pierniki e i Makovce!Io non ancora imparato a pronunciare correttamente questi nomi ma sono i dolci più dolciosi e appiccicosi e buonissimi che io abbia mai assaggiato (e con questa frase mi sono giocata tutta la correttezza grammaticale che poteva esserci in questo post).
Insomma, col passare dei giorni l'interesse per la bestia rara del palazzo è un po' calato, anche se non credo di aver ancora finito di ripetere "piacere, sono la nuova vicina!"

mercoledì 13 luglio 2011

trasloco!

Si, amici miei, cambio casa! E finalmente...che odissea, che utopia, che...gran casino!
Per principio i traslochi mi infastidiscono: mettono tristezza, fanno venir caldo (non so come mai ma per i traslochi capitano sempre le giornate più calde e afose dell'anno) e portano grandi mal di testa. Ma soprattutto, come ho detto, mettono una gran tristezza. Non importa se lasci un monolocale per trasferisti in un villa, è sempre come se abbandonassi un pezzetto di te dietro le spalle...tanto che in tutte le case in cui transito lascio sempre un segno del mio passaggio. Non è vandalismo, al contrario di quanto afferma a gran voce la mia coinquilina. Due iniziali tracciate a matita dentro l'anta dell'armadio sono il ricordo della mia vita in quella mansarda bollente, in cui ogni tanto pioveva dentro, con i lettini del 1700 che nemmeno un hobbit ci avrebbe dormito comodo ma che io avevo imparato ad amare. Però quando bisogna cambiare si cambia, e non c'è ma che tenga. Perché in fondo, io a stare troppo tempo nello stesso posto mi annoio.

E così, casa nuova. Bella. Luminosa. Un gioiellino incastonato in una delle vie più belle di Ferrara, talmente immerso nella storia che ti sembra di sentirla sussurrare all'orecchio. Un ottimo nido.

E così, si cambia. Dopo le varie peripezie burocratiche, che tra l'altro non sono ancora finite, il passo d'obbligo è l'Ikea! Non so voi ma io sono una grandissima fan dell'Ikea...mobili carini, suppellettili inutili ma che non puoi non avere, nel complesso, buoni affari. Ora sull'Ikea se ne sono dette tante: dai nomi assurdi dei prodotti, alla gente, al ristorante...non sto a dilungarmi anche io su questo punto...all'Ikea, tra una cosa e l'altra. in un giorno spendi più o meno le stesse calorie che bruci in una settimana di palestra ed è molto comodo perché è compreso nel prezzo della spesa! Sommando questo allenamento al trasloco consiglierei di affrontare tutto quanto verso metà Luglio così alla prima settimana di Agosto si arriva alla prova costume che neanche le dive nei loro giorni migliori.

Il trasloco poi di per se è un dilemma continuo: lo tengo e lo butto? lo metto qui o lo sposto? ci sta o non ci sta? si abbina o non si abbina? Un dramma in puro stile Amleto. Io da questo punto di vista sono tremenda: terrei tutto. Mi si stringe il cuore a buttar via una forcina. Vedere poi la casa con tutti le mensole, i cassetti, gli armadi e le credenze vuote poi mi fa diventare un criminale recidiva. Ma si, mettiamolo lì che non si sa mai. In ogni casa in cui sono stata il quarto cassetto della cucina (il primo sono le posate, il secondo le tovaglie, il terzo sottopentole, sottobicchieri, sottotutto insomma) poteva vedersi tranquillamente attribuita l'etichetta "cose che non userai mai ma che non hai il coraggio di buttare": portamonete, cavi, fogli, buste, braccialetti di perline, pupazzetti di peluche, calcolatrici, orribili portachiavi...di tutto. Nell'ultimo, svuotato durante il trasloco, ci ho trovato persino un collare per cani, e la cosa è buffa visto che di cani non ne ho, e una sorta orrendo portacenere a forma di Sicilia, cosa ancora più strana visto che non fumo e non sono mai stata in Sicilia.

La casa vuota poi stimola lo shopping compulsivo. Improvvisamente hai bisogno di tutto. Cose che nella casa di prima nemmeno ti sognavi di possedere. Ieri ho acquistato: uno spremiagrumi elettrico, tre vasi da piazzare sul comò, un profumatore per il bagno all'essenza di oceano e una sveglia che ti dice l'orario canticchiando...
e le pareti vuote sono ancora peggio...Non credo di aver comprato quadri orribili come quelli acquistati in occasione dei traslochi...questo giro mi sono trattenuta (ma devo ancora tornare all'Ikea domani...) ma l'ultima volta ho portato a casa una stampa con un pappagallo gigantesco dall'aria tristissima appollaiato su un grosso trespolo...mi dispiace per il volatile ma era una cosa inguardabile...

Per concludere, da prossimo weekend mi trasferisco e ci vorranno almeno un paio di settimane perché io e la casa nuova impariamo a conoscerci...vi terrò aggiornati!

martedì 12 luglio 2011

salagadula, magicabula...

...bidibibodibibu...fa la magia tutto quel che vuoi tu!Bidibibodibibu!

chi se la può scordare, l'anziana fatona con mantella azzurra, che balla e canta mentre trasforma una zucca in una carrozza e topi in favolosi purosangue, come se fosse la cosa più naturale del mondo? E' una fata, è magia...

Io da piccola ci credevo alla magia delle fiabe, sul serio. Credevo alle fate, ai maghi, alle streghe, ai folletti...il mio mondo era popolato di numerose e alquanto bizzarre creature che passavano la loro vita a fare magie, incantesimi, trucchi e quant'altro...
Adesso la magia in cui credo è un po' diversa. E' la magia dei bambini ad esempio, che sanno guardare il mondo così com'è, senza nascondersi dietro i cliché, l'ipocrisia, la morale a tutti i costi, gli insegnamenti di questo e di quel grande accademico...sanno stupirsi del mondo. Ormai bisogna essere sempre più piccoli per possedere questa qualità, perché l'innocenza, che è la chiave di tutto, si perde presto.
Però sono fermamente convinta che esista un tipo di magia che ognuno di noi si porta dentro...una magia naturale, innata...quella che ogni tanto ci fa tornare bambini, e vedere le cose senza filtri...quella che ci sottolinea le altrimenti impercettibili connessioni che esistono fra tutte le cose...
bene, basta riflessioni filosofiche. Si, perché la mia idea era in realtà molto più leggera...quando mi è venuto in mente di parlare di magia pensavo proprio alla magia delle favole, quella del genio della lampada che ti dice "ehi, hai tre desideri!" oppure della fata madrina "ti faccio diventare una meravigliosa principessa con uno schiocco di dita!"...la magia facile, comoda in fondo (ecco, al contrario di ogni filosofia che non è mai comoda...). La magia di Harry Potter se vogliamo un altro esempio! Alé, un colpo di bacchetta ed è pronta una torta, lavato il bagno, fatta la toeletta al cane, scritto un tema e via dicendo...
Ecco, io pensavo a questa scena. Sto passeggiando nei corridoi dell'università quando, da dietro un angolo buio e polveroso, mi spunta fuori il mistico genio del diritto pubblico, un misto tra il genio azzurro di aladin, Gandalf del signore degli anelli e il mio prof di diritto penale, che mi fa "O tu, imperterrita studentessa che in un giorno bollente di Luglio ti sei alzata dal letto per venire a fare un esame, oggi riceverai un dono" e qui una nuvola di fumo che fa tanto film anni '70 "tu riceverai da me la possibilità di fare magia! Ma mica tutte le magie, seeeee bella, troppo facile, una soltanto!". E arrivata qui, con il genio che mi fissa con aria corrucciata perché non ha di certo tempo da perdere, mi troverei in difficoltà. Insomma voi che cosa scegliereste?
A me piacerebbe molto avere la coscienza di tutte le cose e di tutte le persone semplicemente pensando a loro! Va beh, non di tutte, singolarmente di quelle che voglio percepire in quel momento. Sarebbe favoloso! Primo potrei trovare tesori persi da tempo, basterebbe concentrarsi. Poi potrei trovare tutte le persone scomparse e tutti i killer fuggitivi e sarei anche utile alla società. E poi, cosa ancora più importante, potrei ritrovare le cose che perdo! Si, le chiavi della macchina, il telecomando della televisione, il libretto dell'università, la mia ciabatta sinistra, l'orecchino che si è sfilato, il reggiseno di un costume misteriosamente incompleto e via dicendo...per non parlare che così potrei sapere in ogni momento se una persona a cui tengo sta bene...questa è una mia fissa, sto cercando da tempi di farmela passare.
Però mi piacerebbe anche poter imparare tutto ciò che leggo, vedo o ascolto. Una favolosa e gigantesca conoscenza, la capacità di fissare tutto quanto mi circonda...si, bello! Mi affascina anche questo...oppure, affascinare tutti con un semplice sguardo, bam! Un'occhiata e cascano tutti a tuoi piedi: potrei saltare le code alla posta, evitare le multe, saltare immense lungaggini burocratiche...
e poi si va sul classico: volare, leggere nel pensiero, prevedere il futuro...no, anzi, prevedere il futuro non mi piacerebbe molto, così come viaggiare nel tempo e andare a vedere cosa accadrà...il futuro lasciamolo stare dove sta...Però viaggiare nel tempo all'indietro sarebbe niente male...
Bel dilemma...ok, non è che non ci dormo la notte ma è stuzzicante pensarci...anche se alla fine con questo genere di fiabesca magia a disposizione forse sarebbe un po' "vincere facile" e si perderebbe il gusto di lottare con unghie e denti per quello in cui crediamo...e in fondo sarebbe un gran peccato!

martedì 21 giugno 2011

Fiat lux...

Perdonate la lunga assenza...si sono messi in mezzo esami, convegni, spettacoli e chi più ne ha più ne metta!Oggi però ci tenevo a scrivere qualcosa, nonostante io sia nel pieno delle mie, non so quanto meritate, vacanze...e questo perché oggi è il 21 giugno, solstizio d'estate. Non so a voi ma a me questa, chiamiamola festa, è sempre piaciuta: il giorno più lungo dell'anno, la luce che trionfa sulle tenebre...bello...fa molto magia, quella vera, non quella dei maghi in tv, quella antica, in cui l'uomo riusciva per un attimo a diventare davvero un tutt'uno con la natura. Fate un bel respiro, vi accorgerete che stasera nell'aria c'è qualcosa di diverso...Io sono fortunata perché posso godermi un meraviglioso sole che annega nel mare e un cielo che da solo testimonia quanta fortuna abbiamo avuto a vederci concesso un mondo come questo...

Un solstizio un po' diverso dagli altri,passato con la sola compagnia degli elementi e di un bicchiere di vermentino gelato...un buchetto nel cuore dove manca una persona che possiede un bel pezzo della mia anima, del mio corpo e dei miei pensieri...sabbia ancora calda e la necessità di sbrigarsi perché le tariffe con queste maledette chiavette non concedono respiro a nessuno.

Scrivo per condividere con voi un poco di questa magia, un po' di questo cielo e brindisi a questa vita, che tra alti e bassi e stata fino ad ora degnissima d'essere vissuta.

Buon solstizio viaggiatori...ci sentiamo presto!

mercoledì 25 maggio 2011

errare è umano...

...perdonare è divino, perseverare è diabolico...dice il saggio. E si, in un certo qual modo è anche vero e, in determinate situazioni, sacrosanto. Perché a impuntarsi negli errori in genere ci si fa solo del male. Quindi, grande saggio, vai così!
Ma poi, saggio a parte, c'è Fabio Volo che ogni tanto, per chissà quale fortuna, riesce a creare delle frasi meravigliose e questa è una di quelle:



"Sapevo che era sbagliato, sbagliatissimo. Ma pur sapendo, l'ho fatto.
Consapevole di sbagliare ho perseverato nell'errore. E tutto questo solo perché
mi rendeva felice."


Io per quasi tutta la mia vita ho dato retta al saggio. Poi, un paio di mesi fa, per la prima volta, mi sono resa conto che a volte occorre persevarare anche in quello che potrebbe sembrare un errore. Ma non tanto perché bisogna essere testardi e andare avanti a testa bassa nelle proprie scelte, fregandocene degli altri. No, no, questo mai. Mai ferire una persona quando si puòà evitarlo solo per alimentare il nostro ego. Piuttosto, occorre perseverare perché le cose sbagliate a volte ci fanno felici. Si, io so che non mi sto comportando politically correct ma non ci posso fare nulla e non voglio farci nulla, voglio che questo mio imprudente comportamento continui, evolva, cresca all'infinito.
Io avevo paura. Per molto tempo ho vissuto totalmente per gli altri, sempre tesa nella speranza di non scalfire con i miei desideri e le mie passioni le sfere altrui, attenta a non rischiare, a non buttarmi mai veramente. Ci voleva una spinta, grossa, improvvisa, inaspettata, irreale. Il tuffo nell'abisso. Un abisso di velluto.
E sapete cosa vi dico? Si, ogni tanto pensate a voi stessi, siate edonisti. Non fa male a nessuno. Sbagliate. Sbagliate pure. Si riescono a trovare tesori che nemmeno immaginate. Osate. Sempre con un occhio di rigurdo. Esiste un limite che non si può oltrepassare. Io sono una giurista e se c'è una cosa che so è che le regole in realtà non sono fatte per essere infrante, non quelle che reggono il vivere civile, non quelle che regolano il sacrosanto funzionamento del natura, di noi stessi. No, quelle non si superano, quelle stanno a tutela di qualcosa che va oltre noi e che non abbiamo il potere di toccare. Ma tuttavia, esistono norme e leggi che non ci impone nessuno, vengono da dentro di noi e nemmeno ce ne accorgiamo. Sono quelle che a volte bisogna scrollarsi di dosso.

Il solito saggio, con poca fantasia, afferma:

"per ritrovarsi, bisogna prima perdersi".

venerdì 13 maggio 2011

du iu spik italiano??

Frase tipica davanti alle reception degli hotel all'estero...
Era un po' che non avevo a che fare con gruppi di turisti italiani in vacanza fuori dall'Italia, ma a Parigi ne ho incontrati a sufficienza per riportarmi alla mente tutte quelle curiose caratteristiche che solo noi possediamo...
Innanzitutto siamo sempre i più carichi di armi e bagagli...roba da non credere!c'è gente che si porta dietro la casa, tipo paguro!E i casi peggiori sono rappresentati dalle famiglie con bambini. Non so se a voi è mai capitato, ma vi giuro che è un'esperienza assolutamente da provare perché molto istruttiva: fare un giro tra le macchine appena arrivate davanti agli alberghi. Noi ci riconosciamo subito. Siamo pronti ad ogni evenienza. Minimo tre valigie, salvagenti anche in montagna, stuoie, palloni gonfiabili già gonfiati, sacchettini con le cibarie nemmeno fosse una spedizione per scalare l'Everest...e poi borse da spiaggia colme di chissà che cosa, casse d'acqua, cestini, vasi da fiori, cavalli da tiro, intere industrie di salviettine inumidite, sci, coperte, giacche e chi più ne ha più ne metta (modo di dire senza senso per altro...). Vedi queste famiglie che si trascinano alla reception con i bambini nascosti sotto quintali di borse e pacchetti, che firmano con la sacca da mare tra i denti, vestiti con strati e strati di roba perché tutta in valigia non ci stava.
Poi ci sono i buffet. Noi siamo campioni mondiali di buffet. Alla mattina sei in fila davanti alla porte della sala della colazione in attesa che aprano. Improvvisamente senti dietro le spalle l'ansare di animali feroci. Ti volti e rimani sconvolto alla vista di un branco di belve affamate. Appena le porte si aprono è la fine: si entra stile breccia di porta Pia, con le baionette sguainate e a passo di carica...ho visto cameriere terrorizzate nascondersi dietro i distributori dell'acqua calda, biondissimi bambini tedeschi travolti dai loro coetanei mediterranei...Piatti inumani, che nemmeno un dopo un digiuno di un mese si potrebbero affrontare..e poi mamme che si riempiono le borse con tutto quello che capita loro a tiro: frutta,pane, marmellate, succhi e latte travasati in bottigliette di plastica, frittate avvolte nella carta delle merendine, brioche di tutti i generi...come se fuori dall'albergo fossimo su Marte. E la cosa bella è che non ce ne frega nulla delle occhiatacce degli stranieri: gli sorridiamo in faccia con la bocca che gronda orribile caffè lungo e confettura di ciliegie...
Poi ci sono le madri che cercano per i figli un'attimo di celebrità in ogni modo possibile: foto con animatori dei villaggi, ruoli da protagonisti negli spettacoli dei campeggi, ritratti con pupazzoni della Disney...il problema è che molto spesso i bimbi sono contrari a tutto questo e come si può non capirli? A Disneyland Paris ho osservato per un quarto d'ora buono un povero bambino gettato dalla madre fra le braccia di un gigantesco Pluto. Ora, noi siamo adulti e sappiamo che le intenzioni del povero disgraziato chiuso dentro quei 10 chili di pelo sono le più buone del mondo, ma un bimbo di 5 anni che vede arrivarsi addosso un enorme cane giallo con le braccia spalancate come pensate possa prenderla? Ha paura ovviamente! Tutti lo capiscono, tranne la madre che a forza di "dai daniele, su daniele, fai la foto con Pluto, dai che non ti fa nulla..." cercava di spingere il bambino disperato dal cagnone...alla fine se ne andato Pluto...
Tuttavia la cosa più bella che noi possediamo sono le nostre capacità linguistiche. Molti italiani, specie se non giovanissimi, l'inglese non lo sanno. Purtroppo si illudono del contrario. e così vengono fuori scene bellissime: chamber al posto di room (la chamber per chi non lo sapesse significa sempre camera ma intesa come sezione), Kiev(nota capitale dell'Ucraina) al posto di Key, trolley invece di valigia (significa carrello o carretto in inglese, non lo capiscono),cenam (latino) invece di dinner...
Ma la cosa più bella è che molti italiani nemmeno ci provano ad usare l'inglese; sono convinti infatti che parlando lentamente in italiano uno straniero sia in grado di afferrare il significato di quello che si sta cercando di dire. Molto spesso questi tragici tentativi si accompagnano a imbarazzanti scene di mimo, tanto che sembra di vedere un gruppo di hostess ubriache...
"dove...doooo-veeee (sbracciandosi ad indicare la reception) io, me, io (indicando se stesso), trovo, trooooovare (come se usando l'infinito fosse più semplice) il ristornate (movimenti di uno che taglia qualcosa e se lo infila in bocca)??". Risultato: l'addetta alla reception o scappa con un sorriso imbarazzato o scoppia proprio a ridere e ti consegna il foglio illustrativo in italiano.

Conclusioni? Io, vi giuro, andrei in vacanza solo per godermi scene come queste.
du iu anderstend?