Ma poi, saggio a parte, c'è Fabio Volo che ogni tanto, per chissà quale fortuna, riesce a creare delle frasi meravigliose e questa è una di quelle:
"Sapevo che era sbagliato, sbagliatissimo. Ma pur sapendo, l'ho fatto.
Consapevole di sbagliare ho perseverato nell'errore. E tutto questo solo perché
mi rendeva felice."
Io per quasi tutta la mia vita ho dato retta al saggio. Poi, un paio di mesi fa, per la prima volta, mi sono resa conto che a volte occorre persevarare anche in quello che potrebbe sembrare un errore. Ma non tanto perché bisogna essere testardi e andare avanti a testa bassa nelle proprie scelte, fregandocene degli altri. No, no, questo mai. Mai ferire una persona quando si puòà evitarlo solo per alimentare il nostro ego. Piuttosto, occorre perseverare perché le cose sbagliate a volte ci fanno felici. Si, io so che non mi sto comportando politically correct ma non ci posso fare nulla e non voglio farci nulla, voglio che questo mio imprudente comportamento continui, evolva, cresca all'infinito.
Io avevo paura. Per molto tempo ho vissuto totalmente per gli altri, sempre tesa nella speranza di non scalfire con i miei desideri e le mie passioni le sfere altrui, attenta a non rischiare, a non buttarmi mai veramente. Ci voleva una spinta, grossa, improvvisa, inaspettata, irreale. Il tuffo nell'abisso. Un abisso di velluto.
E sapete cosa vi dico? Si, ogni tanto pensate a voi stessi, siate edonisti. Non fa male a nessuno. Sbagliate. Sbagliate pure. Si riescono a trovare tesori che nemmeno immaginate. Osate. Sempre con un occhio di rigurdo. Esiste un limite che non si può oltrepassare. Io sono una giurista e se c'è una cosa che so è che le regole in realtà non sono fatte per essere infrante, non quelle che reggono il vivere civile, non quelle che regolano il sacrosanto funzionamento del natura, di noi stessi. No, quelle non si superano, quelle stanno a tutela di qualcosa che va oltre noi e che non abbiamo il potere di toccare. Ma tuttavia, esistono norme e leggi che non ci impone nessuno, vengono da dentro di noi e nemmeno ce ne accorgiamo. Sono quelle che a volte bisogna scrollarsi di dosso.
Il solito saggio, con poca fantasia, afferma:
"per ritrovarsi, bisogna prima perdersi".

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