No comment. Si dice così, no? Quando intervistano gli avvocati fuori dai tribunali o i divi sulle loro vicende private di solito la reazione è una mano davanti alla faccia e un secco "no comment!".
Nessun commento.
Ci sono tante cose che ho smesso da tempo di commentare ma che ogni tanto, per puro masochismo, mi ripasso, di solito quando sono nervosa per qualcosa o devo smaltire dell'ansia (come in questi giorni)...tanto per ricordarmi che in fondo c'è di peggio di quello che sto passando io.
Tra le cose che non commento ce ne sono di serie e di meno serie. Parto dalle cose un po' più serie perchè mi hanno insegnato che è il finale di un testo che in genere resta in mente a chi lo legge e quindi vorrei che vi ricordaste di cose un po' più allegre. Sto facendo un corso all'università che sarebbe di diritto romano ma che diritto romano in fondo non è (e grazie al cielo): tratta del suicidio e dei rapporti delle autorità con esso. Io trovo che sia un corso meraviglioso e non perchè ho istinti suicidi ma piuttosto perchè mi fa capire che le persone che comandano in genere sono delle lucertole o al massimo un branco di cercopitechi. Lo sapevate che lo stato italiano ha depenalizzato il suicidio in toto solo nel 1930 eche il nostro codice penale contiene ancora una norma, rubricata come omicidio del consenziente, che è a tutt'oggi la trincea contro l'eutanasia e il testamento biologico? Lo sapevate che la chiesa cattolina nel suo ultimo corpus iuris risalente al 1984 condanna ancora i suicidi e gli eretici (usa proprio questa parola!) al divieto di sepoltura cristiana? E lo sapevate, e questo è il punto, che la stessa chiesa ha vietato il funerale cristiano di Piergiorgio Welby perchè considerato un suicida, nonostante il desiderio della moglie cattolica, in quanto quest'atto avrebbe potuto turbare la comunità cristiana? Io personalmente sono turbata molto più da una decisione del genere in pieno XXI secolo e pure eretica, a questo punto...quindi funerale nemmeno per me.
No comment.
Lo sapete che la mia università, o meglio la mia facoltà, quest'anno, crisi o non crisi, aveva un avanzo di bilancio? Si è quindi premurata di inviare una mail ai suoi studenti e domandare loro, molto democraticamente, cosa fare con quei soldi. Molti studenti hanno dato la risposta più ovvia: migliorie alla sede universitaria. Se ci pensate non c'è molto altro che possiamo fare. Ora il motto della mia università (scritto sempre alla fine delle email, cosa che a me fa venire spesso da ridere) è "da 600 anni guardiamo avanti". Questa volta hanno guardato talmente avanti che devono aver centrato in pieno un muro. Migliorie alla sede universitaria: trattasi di numero 6 maxischermi appesi più o meno ogni 30 metri con su scritti gli orari delle lezioni. Ma non c'era proprio nient'altro?tipo delle sedie?computer?lavagne?Perchè io devo essere costantemente aggiornata dell'andamento delle lezioni?Cambiano ogni 4 munuti?
No comment.
Ora passo a cose più banali ma che proprio faccio una gran fatica a sopportare e sulle quali in genere mi costringo a soprassedere.
Ad esempio le pubblicità schifose all'ora dei pasti. Secondo me lo fanno apposta: nella fascia dalle 12.30 alle 14.00 in genere transitano su tutti i canali spot su problemi intimi, perdite, pannolini, enterogermina, nausea, sporco, salvaslip e altre cose non esattamente adatte all'ora di pranzo. Tu sei li che stai per infilarti in bocca una forchettata di spaghetti alla carbonara e dalla tv accesa in salotto arriva il sinistro suono: "scusate il ritardo ma avevo un fastidioso prurito intimo" oppure "vado a cambiarmi lo slip" o anche "soffre anche lei di piccole perdite?"....ma come si fa??e poi che razza di messaggi sono?Chi è che arrivando in ritardo al cinema si scusa tirando fuori una scatola di tantum rosa?e quale signora totalmente sconosciuta ti impurtuna in ascensore chiedendoti di problemi prettamente femminili?Ma andiamo, almeno un poco di realismo concedecelo!
No comment.
Altra cosa: la gente per strada che ti ferma per chiederti dei soldi. Con tutto il rispetto del mondo per le brave persone che ci sono su questo pianeta, posso tranquillamente affermare che sono disposta a mettere la mano sul fuoco e anche di più dicendo che un buon 95% di quelli che ti fermano per strada non hanno propositi onesti. Ci sono quelli che ti ficcano in mano una cartolina dicendo che comprandola salverai un bambino dell'Africa. Quelli che in Africa costruiscono ospedali a forza di monetine. L'Africa viene tirata in ballo spesso...e poi ci sono i ragazzi che ti dicono che hanno smesso di drogarsi...quando?stamattina? Se ce una cosa che so, perchè ne faccio parte, è che le associazioni serie non mandano ragazzi in giro per le piazze a distribuire cartoline con su gattini e cagnolini in cambio di qualche euro...Il fatto poi che, quando non li consideri, questi tizi cerchino anche di farti sentire come uno che ha la stessa sensibilità di un gerarca nazista mi dà proprio sui nervi. E se sei fortunato qualche volta ti becchi anche qualche bell'insulto urlato dietro.
No comment.
E poi? Poi le signore delle pulizie dei supermercati che ti urlano che per terra c'è bagnato dopo che tu ti sei lanciato con un doppio tuffo carpiato nello scaffale dei detersivi. Le commesse dei negozi che quando entri non ti calcolano nemmeno di striscio nonostante tu stia urlando buongiorno con un megafono. I tizi che non raccolgono la cacca dei loro cani da in mezzo al marciapiede. Le vecchiette che ti sorpassano mentre fai la fila alla cassa del supermercato, quando tu devi pagare un limone e loro la spesa per un reggimento, con la scusa che sono anziane. Gli assistenti universitari che si credono dio in terra quando fino a ieri erano nelle tue stesse condizioni. I preti del mio pese che voglio censurare uno spettacolo teatrale nemmeno fossimo ancora ai tempi dell'Indice, negando deliberatamente fatti storici realmente accaduti e documentati (d'altra parte fino a dieci anni fa sostenevano la teoria geocentrica...).
NO COMMENT.
venerdì 14 ottobre 2011
sabato 8 ottobre 2011
tradimento...
Volete sapere chi mi ha tradita???Lo volete sapere??
IL MIO ARMADIO.
Proprio lui. L'armadio della mia camera da letto.
Piccola premessa: esiste una camera mia che è mia mia...cioè è quella di quando ero bambina, che viene prima di tutte le case, i viaggi e le fughe intorno al mondo. Ecco in quella camera ci sono tre grandi armadi di legno chiaro (oltre ad un armadio in plastica, colorato da me stile paint you life per scarpe e borse...). Ora i primi due sono pieni di vestiti ma il terzo, circa un paiodi anni fa, è stato oggetto di un lavoro titanico. Solo le donne a questo punto potranno capire cosa significhi svuotare un intero aramdio di abiti, borse, scarpe, coperte e quant'altro, trasferire parte del suo contenuto in un altro armadio (da qui nasce l'armadio plasticoso fai-da-te) e addirittura arrivare a buttare alcune cose...
Dopo tutto questa fatica ero riuscita ad ottenere un armadio vuoto e lo avevo colmato...di libri.
Ammetto che da parte mia riempire un armadio di legno d'abete con tonnellate di carta non sia stata esattamente quella che potrei definire un'ottima idea ma è stata quella che definirei una causa di forza maggiore.
Io sono la gioia di ogni libreria. Non posso uscirne a mani vuote. Amo leggere come poche altre cose al mondo...si, direi che ci sono solo un paio di cose che mi piacciono tanto quanto leggere e almeno una di queste non la si può fare da soli. Il problema però non sta tanto nella lettura in se quanto piuttosto nel fatto che io i li DEVO comprare. Un libro quando lo leggo deve essere mio. Devo affrontarlo sapendo di poterci scrivere su, di poterci fare le orecchie, di poterlo andare a riaprire ogni volta che voglio...non ci posso fare nulla. Io e le biblioteche abbiamo un pessimo rapporto.
A parte il lato schiettamente economico, che comuque mi crea problemi di tanto in tanto, il dramma più grande è rappresentato dallo spazio, inteso come luogo fisico dove ficcare tutta quella carta stampata. Il problema non si porrebbe se possedessi la biblioteca di Oxford ma, ahimè, così non è...la "mia personalissima biblioteca" si componeva, fino ad un paio di anni fa, di quattro umilissimi scaffali...che si sono riepiti nel giro di un altro paio d'anni. Beh, all'inizio ho provato a sbarazzarmi di quelli che proprio non mi piacevano: li ho regalati, venduti, inscatolati e chissà cos'altro...ma tutti gli altri? Sarebbe come strapparmi via un braccio!E da qui è parito il sacrificio dello spazio per abiti e scarpe in nome della conoscenza...a volte mi viene da chiedermi se sono completamente normale....
Tutto andava per il meglio: avevo un sacco di posto per tutti i miei libri, che se ne stavano anche al riparo da luce e polvere e inoltre potevo sfruttare anche il ripiano più altro per infilarci coperte, lenzuola e così dicendo.
Forse però presa da tutto questo idillio ho esagerato un pochino con il carico degli scaffali che in effetti sono fatti per sostenere maglioni e camicette e non certo volumi da 500 pagine...
Fatto sta ed è che ieri notte è accaduto l'inevitabile. Era una di quelle sere in qui me ne torno a casa per passare un po' di tempo con la mia famiglia...ed erano più o meno le tre di notte quando improvvisamente: SBARABAM!!Un'esplosione!!un'esplosione nel mio armadio-libreria. Accendo la luce e ai miei occhi si presenta uno spettacolo raccapricciante: l'armadio aperto stava vomitando fuori una grumo di scaffali sbrindellati, carta e polvere...tutti i miei libri schiacciati sotto mucchi di schegge di legno!Tre hanno riportato ferite importanti, due sono praticamente deceduti e uno è stato tranciato a metà....che scempio.
I miei si sono presentati in camera con un paio di occhi enormi e la faccia di chi aveva appena visto un dinosauro in tutù...
Alla mattina il bilancio è stato:quattro scaffali divelti e una tonnellata abbondante di libri a cui trovare un posto. E io che mi fidavo della mia brillante soluzione, del mio armadio salvalibri...che tradimento.
In sintesi la mia camera adesso sembra la biblioteca di Alessandria dopo un soggiorno di un mese di un'orda di barbari, con pile di libri su ogni superficie su cui sia possibile appoggiarli e un mucchio di legno che va bene solo per il caminetto.
Attendo con ansia un falegname. E qualcuno che mi regali un immenso castello con una biblioteca stile gotico, con tanto di candele, bifore e arazzi.
IL MIO ARMADIO.
Proprio lui. L'armadio della mia camera da letto.
Piccola premessa: esiste una camera mia che è mia mia...cioè è quella di quando ero bambina, che viene prima di tutte le case, i viaggi e le fughe intorno al mondo. Ecco in quella camera ci sono tre grandi armadi di legno chiaro (oltre ad un armadio in plastica, colorato da me stile paint you life per scarpe e borse...). Ora i primi due sono pieni di vestiti ma il terzo, circa un paiodi anni fa, è stato oggetto di un lavoro titanico. Solo le donne a questo punto potranno capire cosa significhi svuotare un intero aramdio di abiti, borse, scarpe, coperte e quant'altro, trasferire parte del suo contenuto in un altro armadio (da qui nasce l'armadio plasticoso fai-da-te) e addirittura arrivare a buttare alcune cose...
Dopo tutto questa fatica ero riuscita ad ottenere un armadio vuoto e lo avevo colmato...di libri.
Ammetto che da parte mia riempire un armadio di legno d'abete con tonnellate di carta non sia stata esattamente quella che potrei definire un'ottima idea ma è stata quella che definirei una causa di forza maggiore.
Io sono la gioia di ogni libreria. Non posso uscirne a mani vuote. Amo leggere come poche altre cose al mondo...si, direi che ci sono solo un paio di cose che mi piacciono tanto quanto leggere e almeno una di queste non la si può fare da soli. Il problema però non sta tanto nella lettura in se quanto piuttosto nel fatto che io i li DEVO comprare. Un libro quando lo leggo deve essere mio. Devo affrontarlo sapendo di poterci scrivere su, di poterci fare le orecchie, di poterlo andare a riaprire ogni volta che voglio...non ci posso fare nulla. Io e le biblioteche abbiamo un pessimo rapporto.
A parte il lato schiettamente economico, che comuque mi crea problemi di tanto in tanto, il dramma più grande è rappresentato dallo spazio, inteso come luogo fisico dove ficcare tutta quella carta stampata. Il problema non si porrebbe se possedessi la biblioteca di Oxford ma, ahimè, così non è...la "mia personalissima biblioteca" si componeva, fino ad un paio di anni fa, di quattro umilissimi scaffali...che si sono riepiti nel giro di un altro paio d'anni. Beh, all'inizio ho provato a sbarazzarmi di quelli che proprio non mi piacevano: li ho regalati, venduti, inscatolati e chissà cos'altro...ma tutti gli altri? Sarebbe come strapparmi via un braccio!E da qui è parito il sacrificio dello spazio per abiti e scarpe in nome della conoscenza...a volte mi viene da chiedermi se sono completamente normale....
Tutto andava per il meglio: avevo un sacco di posto per tutti i miei libri, che se ne stavano anche al riparo da luce e polvere e inoltre potevo sfruttare anche il ripiano più altro per infilarci coperte, lenzuola e così dicendo.
Forse però presa da tutto questo idillio ho esagerato un pochino con il carico degli scaffali che in effetti sono fatti per sostenere maglioni e camicette e non certo volumi da 500 pagine...
Fatto sta ed è che ieri notte è accaduto l'inevitabile. Era una di quelle sere in qui me ne torno a casa per passare un po' di tempo con la mia famiglia...ed erano più o meno le tre di notte quando improvvisamente: SBARABAM!!Un'esplosione!!un'esplosione nel mio armadio-libreria. Accendo la luce e ai miei occhi si presenta uno spettacolo raccapricciante: l'armadio aperto stava vomitando fuori una grumo di scaffali sbrindellati, carta e polvere...tutti i miei libri schiacciati sotto mucchi di schegge di legno!Tre hanno riportato ferite importanti, due sono praticamente deceduti e uno è stato tranciato a metà....che scempio.
I miei si sono presentati in camera con un paio di occhi enormi e la faccia di chi aveva appena visto un dinosauro in tutù...
Alla mattina il bilancio è stato:quattro scaffali divelti e una tonnellata abbondante di libri a cui trovare un posto. E io che mi fidavo della mia brillante soluzione, del mio armadio salvalibri...che tradimento.
In sintesi la mia camera adesso sembra la biblioteca di Alessandria dopo un soggiorno di un mese di un'orda di barbari, con pile di libri su ogni superficie su cui sia possibile appoggiarli e un mucchio di legno che va bene solo per il caminetto.
Attendo con ansia un falegname. E qualcuno che mi regali un immenso castello con una biblioteca stile gotico, con tanto di candele, bifore e arazzi.
sabato 1 ottobre 2011
Treno regionale veloce 4416...
...proveniente da Verona Porta Nuova e diretto a Bologna Centrale delle ore 8.32, é in arrivo al binario 2; ferma in tutte le stazioni eccetto
(e qui cambia voce): Camposanto, (nuovo cambio di voce) Calderara Bargellino. Allontanarsi dalla riga gialla.
Tralasciando il fatto che non ho ancora capito la differenza tra regionale e regionale veloce (ad esclusione del fatto che il biglietto adesso costa un'euro in più), posso tranquillamente affermare che se la voce che annuncia l'arrivo del treno per Bologna
alla stazione avesse anche una forma fisica, ormai saremmo grandi amiche,
considerando che in questi giorni sto praticamente rimbalzando tra casa mia e
quella caotica città.
Apro e chiudo una piccola parentesi: il fatto che alle tre del pomeriggio del primo di ottobre il termometro della farmacia segni 30° gradi non affatto normale...
Il problema fondamentale della stazione di Bologna è quello di essere un punto nevralgico: come tutte le strade portano a Roma, prima o poi tutti i treni finiscono a Bologna. Questo, devo ammetterlo, succede soprattutto in periodo vacanziero. Ecco, se in quei giorni ci si doveva recare a Bologna per studio o lavoro ci si trovava a provare una
forte invidia nei confronti dei turisti in partenza, ma il modo migliore per farsela
passare era dare un'occhiata al treno Bologna-Ancona, quello che fa tutte le
stazioni del mare per intenderci. Praticamente un carro bestiame. Io non ho
idea in base a quale regola fisica tutte quelle persone (accompagnate da
relative valigie) riescano ad infilarsi in uno spazio che non è esattamente
vasto...credo che salendo la prima sensazione che ti prende sia quella
di entrare in una scatola di sardine appoggiata sulla superficie del sole...quindi, evvai! Meno
male che non devo andare in vacanza!
In questi giorni invece, e ribadisco c'è un caldo abbastanza inusuale, sui treni per Bologna l'aria condizionata è già stata spenta e per forza di cose i finestrini vengono spalancati dai poveri viaggiatori stremati dalla temperatura tropicale alla ricerca di un minimo di refrigerio...che ovviamente non arriva: l'effetto finale è che "si sta come nel forno ventilato le patate", per fare una citazione colta.
In ogni caso per tutti i periodi dell'anno vale il teorema della, passatemi il termine, fanculizzazione delle ferrovie: se sei in anticipo è in ritardo. Se sei in ritardo, è puntuale. Se sei in orario, è in sciopero. E questo sempre. Oltre a ciò valgono i corollari: se c'è tantissima gente il treno è di un solo vagone. Se il treno è vuoto la vecchietta con il cagnolino ringhiante si verrà a sedere esattamente di fronte a te. Se c'è caldo i finestrini non si abbassano. Se si gela non si tirano su.
Se c'è un ottimo passatempo
quando si viaggia da soli in treno, o su ogni altro mezzo di trasporto
collettivo, è osservare chi ci sta attorno. Sui mezzi pubblici si raduna la più diversa umanità e tu sei assolutamente libero di osseravare in modo sfacciato tutti quanti...cosa che io faccio normalmente in ogni occasione, ma questo è una caso a parte...
Venerdì mattina prendo il treno e mi siedo in uno scompartimento praticamente vuoto. E' rimasto tale per circa un paio di fermate dopo di che ha iniziato a riempirsi. Per primo è salito un signore stracarico di pacchi, sacchettini e sportine, che emanava un fortissimo odore di liquirizia. Poi una suora vestita di grigio e nero che per tutto il viaggio ha fissato con disappunto il mio vestito rosso fuoco mormorando il rosario in latino. Poi è stata la volta di una mamma di colore con una bambina bellissima che si è messa a sgambettare lungo tutto il vagone. Di ogni persona è bello immaginare la vita, il motivo per il quale ha preso quel treno, lo stato d'animo e mille altre cose...
L'ho sempre affermato: il treno non è il mio mezzo preferito per spostarmi ma sicuramente è un ottimo mezzo per inventare racconti...
Alla prossima viaggiatori!
Ps. Per chi ha guardato la luna di questa sera: ma non era uno spettacolo???Sembrava una di quelle lune di plastica fosforescente che si appiccicano sui soffitti delle stanze...che meraviglia!
sabato 24 settembre 2011
mea culpa...
Verissimo. Pronta ad ammetterlo. Niente da dire.
Non si sparisce così. Lo so. Non si fa. E questa volta non provo nemmeno a giustificarmi: gli impegni c'erano ma in fondo erano quelli di sempre, il tempo anche e così la capacità.
Quindi?
Quindi nulla. Chino il capo, mi inginocchio, mi prostro se volete, e, come nella migliore tradizione inquisitoria, lo ammetto: mea culpa.
Il fatto increscioso è tuttavia un altro: il perché sono sparita!Ecco, la verità è che non avevo voglia. Si, è proprio così, non mi andava!
Vi concedo un minuto di somma indignazione. Fatto? Bene. Fate come se mi fossi figurata le vostre bocche corrucciate e gli occhi ridotti a fessure. Ora però, io vi faccio due grandi occhioni da cucciolo abbandonato, quelli lucidi e con le stelline che si vedono nei cartoni giapponesi e voi dovreste proprio commuovervi. Commossi? Si? No? Ammetto che in un vero processo non farei molta strada...E va beh...visto che il diritto di difesa è sacro e inviolabile da Costituzione per una volta ne approfitto, con o senza lacrime.
Il fatto è che avevo perso lo smalto. Non come i denti...o forse si!Anche io ero tutta grigina e smorta. Capite, non che fossi triste, ero come il solito, con gli alti e bassi di ogni essere umano in quanto tale. No No. Avevo perso un po' di fiducia. Nella mia testa era nato questo pensiero: ma in fondo cosa gliene frega alla gente di quello che penso io? Che ragione ho per continuare a scrivere quello che penso e farlo sapere a tutti? E' un problema grosso! Roba da alta filosofia. Ed è stata proprio la filosofia a salvarmi, o meglio i filosofi! I filofosi e la muffa. Non avete letto male. Ora, a seconda del concetto di filosofo che avete nella vostra mente queste due immagini possono non avere nulla in comune oppure essere strettamente connesse. Se quando pensate a filosofo pensate ad alla scolastica, a Schopenauer e ad Anassimene, forse vi viene automaticamente in mente un limone ammuffito. Tuttavia poiché la mia idea di filosofo non ha nulla in comune con tutto ciò, per me le due cose non c'entravano nulla l'una con l'altra. Quindi diciamo pure che ho avuto due spunti separati a poca distanza l'uno dall'altro.
Partiamo dai filosofi. Visto che sono in fase finiti gli esami-non ancora iniziato l'anno accademico ne approfitto per fare le cose che più mi piacciono, tra queste leggere. Ogni tanto, quando mi sveglio con molta energia e sento che la mia mente e in stato di grazia mi piace leggere di filosofia. Non i libri di testo, le opere dei filosofi e vedere quanto posso capire. Per la cronaca, di solito funziona così: se nelle prime venti pagine non capisco quasi nulla e appena superata questa barriera mi si apre un mondo significa che io e quel filosofo andremo molto d'accordo. Credo lo facciamo apposta: sono come le famose prime 50 pagine del "nome della rosa". L'autore ti sfida: vediamo se hai la testa dura di seguirmi e poi ti premia. Sto divagando. Giorni fa ero quindi semisdraiata sul divano (posizione ideale) con il naso infilato negli "eroici furori" e una matita di quelle metà rosse metà blu su un orecchio. Le prime 20 pagine erano andate e mi stavo quindi godendo la mia meritata ricompensa. Improvvisamente un flash! E qui si riotorna al discorso iniziale. La mia testa si è concentrata sul fatto che nella storia ci sono stati un sacco di filosofi, buona parte dei quali totalmente sconosciuta ai più. Ecco pensiamo a queste grandi menti: se ne andavano in giro a raccontare a tutti la loro idea del mondo, la scrivevano in opere varie, la insegnavano...e nel caso del mio filosofo poi venivano bruciati, ma questa spero sia solo un'eventualità...
Insomma erano persone che parlavano di ciò che pensavano. Ora, io non ho una teoria mia sulla struttura del cosmo e sull'anima o su un'altro di queste cose che affascinano (e su cui in effetti è favoloso farsi una propria teoria...) ma nel mio piccolo sono un po' una filosofa!FAVOLOSO!
Da qui salto alla muffa. Parlo della muffa perché quando vivi in una casa per 5 giorni alla settimana o comunque quando sei una persona incapace, per propria o altrui scelta, di stare ferma troppo tempo nello stesso posto, hai diversi contatti con la suddetta. A me capita sempre con i limoni. I limoni ammuffiscono anche in frigorifero e ad una velocità sconvolgente per la mente umana (a proposito, hanno superato la velocità dell luce, lo sapevate? ha-ha Einstein!). Ecco, di recente ho aperto il frigo e ho notato un limone che si era trasformato in una variopinta massa pelosa: verde, bianca, arancione...una favola!E così ho pensato:cavolo, sei muffa!c'è bisogno di fare tanta scena?? Ecco perché potevo parlare di mille altre cose: le termiti con i loro immensi formicai, le zanzare e il loro ronzio, i licheni, i pesci tropicali, i coralli...tutta la natura è progettata per far dire ad ogni sua singola particella "ehi, ci sono anche io!". Ogni singola creatura urla con tutta se stessa "sono qui, ascoltatemi, vedetemi, percepetemi!!". E allora, chi sono io per andare contro natura? E se ho i mezzi me migliorare questa sua primigenia volontà, perché non approfittarne??
Quindi ringrazio i filosofi, la muffa, le stelle del cielo, le farfalle, le meduse, gli uccelli tropicali, i gerani, le api, il sole e la luna, le mucche, i pappagalli e tutto il resto!Sono tornata!
sabato 30 luglio 2011
piacere, sono la nuova vicina!
Nei primi giorni dopo il mio trasloco credo di aver ripetuto questa frase almeno una trentina di volte...non so come mai ma a me fa sempre sentire un po' scema...sarà che i nuovi vicini li incontri sempre in situzioni imbarazzanti. Otto e mezza di sera, pantaloncini della tuta, maglia extralarge con stampa di Pluto, ciabatte infradito, occhiali, capelli raccolti con matita. Improvvisamente una folgorazione: devi mettere fuori la carta!!!Maledettissima raccolta della carta di Ferrara (faccio notare, solo della carta...il resto lo potete buttare tutto assieme e chi si è visto si è visto...della serie fare le cose fatte bene è fatica...). Ok, niente panico. In fondo devi solo sgattaiolare fuori di casa, percorrere il pianerottolo, scendere una rampa di scale, aprire il portone, allungare fuori l'allegro sacco azzurro e rifare il percorso al contrario. Nulla di più facile. Non stai mica a darti una sistemata per assumere un'aria umana...figuriamoci!Chi ci sarà mai lungo le scale??Ve lo dico io: tutto il palazzo. Tutto. Nell'esatto istante in cui tu metti il naso fuori dalla porta ogni singolo inquilino si riversa fuori casa e invade i corridoi, le scale, gli androni, i pianerottoli...e tu sei la principale attrazione che viene offerta...E un po' come essere una bestia rara con attorno un branco di biologi del National Geographic...La prima cosa che a me viene institiva fare è un sorriso imbarazzato (che ti fa assuemere quell'aria ebete che va solo a peggiorare lo stato delle cose) accompagnato da un timido cenno della mano, anzi, del sacco di plastica...e poi...fuga!!Scatto felino fino al portone, lancio del sacco, corsa ad ostacoli su per le scale, altro sorrisetto e dentro nella tana a testa bassa...roba che nemmeno alle olimpiadi...
Il primo pensiero che si pone subito dopo, cioè appena ti chiudi le porte alle spalle, è questo: Dio, che figura di merda!
E così scatta la contromossa; si perché mica puoi permettere che tutto il palazzo pensi che tu sia una cavernicola!E così il giorno dopo esci di casa con un look da serata alla Scala ma, e qui sta tutto il trucco, con un'aria sommamente indifferente, come se andassi tutte le mattine a prendere il pane con jeans, camicia di seta, trucco e perrucco perfetti e tacco 12...e te ne stai a passeggiare per il pianerottolo per un quarto d'ora buono utilizzando tutte le scuse a tua disposizione: sbattere lo zerbino, spolverare il campanello, lucidare la maniglia della porta e così via...tutte attività fermamente sconsigliate quando si indossa un tacco da trampoliere...
Il problema principale è che nonstante tutto il tuo impegno e il tempo speso in varie ed alquanto inutili attività, solo i vecchietti del piano di sopra e la babysitter dei vicini percorreranno il corridio durante questa bella mascherata...e va beh...non c'è da preoccuparsi! Le voci in un condominio circolano ad una velocità supersonica ed entro un paio di giorni tutti i vicini saranno a conoscenza del fatto che tutto sommato tu potresti comunque venire classificata come una persona civile...
e sarà proprio a questo punto che da gorilla selvatico ti trasformerai in mistica creatura fantastica, apparizione miracolosa, splendido mistero che tutti vogliono conoscere. E qui comiciano le infinite processioni dei vicini di casa, nemmeno fosse apparso qualche santo sul tuo tavolo da pranzo. Alcuni sono subdoli: suonano alla porta con le scuse più assurde: ha della sabbia per il gatto? Cera per il parquet? Un tovagliolo di troppo? Un misurino per la farina?
Due cose. La prima: mi sono trasferita qui da una settimana, perché cavolo dovrei avere tutte queste centinaia di cose assurde se non le hai nemmeno tu che vivi qui da 10 anni?? La seconda: ma la vecchia scusa dello zucchero è diventata ormai abusata?
Altri vicini invece non si vergognano di niente. Suonano tanto per conoscerti, per vedere come sei fatta...dalla soglia allungano la testa in pose degne dei contorsionisti del circo di Mosca per sbirciare l'arredamento, i colori delle pareti, le tende e alcuni anche per accettarsi che tu per caso non sia una spia del Mossad...i migliori resta però quelli che portano i dolci. Una volta io credevo che fosse una cosa da film americani che nella realtà non accade ma dopo i vari traslochi che la mia vita mi ha costretto a fare mi sono resa conto che non è affatto così! No, i vicini dolcisti esistono davvero. Questa volta è stata la famiglia che vive nell'appartamento di fronte al mio. Sono polacchi e hanno tre bambine che sembrano angeli caduti dal cielo. E mi hanno portato i Pierniki e i Makovce!Io non ancora imparato a pronunciare correttamente questi nomi ma sono i dolci più dolciosi e appiccicosi e buonissimi che io abbia mai assaggiato (e con questa frase mi sono giocata tutta la correttezza grammaticale che poteva esserci in questo post).
Insomma, col passare dei giorni l'interesse per la bestia rara del palazzo è un po' calato, anche se non credo di aver ancora finito di ripetere "piacere, sono la nuova vicina!"
mercoledì 13 luglio 2011
trasloco!
Si, amici miei, cambio casa! E finalmente...che odissea, che utopia, che...gran casino!
Per principio i traslochi mi infastidiscono: mettono tristezza, fanno venir caldo (non so come mai ma per i traslochi capitano sempre le giornate più calde e afose dell'anno) e portano grandi mal di testa. Ma soprattutto, come ho detto, mettono una gran tristezza. Non importa se lasci un monolocale per trasferisti in un villa, è sempre come se abbandonassi un pezzetto di te dietro le spalle...tanto che in tutte le case in cui transito lascio sempre un segno del mio passaggio. Non è vandalismo, al contrario di quanto afferma a gran voce la mia coinquilina. Due iniziali tracciate a matita dentro l'anta dell'armadio sono il ricordo della mia vita in quella mansarda bollente, in cui ogni tanto pioveva dentro, con i lettini del 1700 che nemmeno un hobbit ci avrebbe dormito comodo ma che io avevo imparato ad amare. Però quando bisogna cambiare si cambia, e non c'è ma che tenga. Perché in fondo, io a stare troppo tempo nello stesso posto mi annoio.
E così, casa nuova. Bella. Luminosa. Un gioiellino incastonato in una delle vie più belle di Ferrara, talmente immerso nella storia che ti sembra di sentirla sussurrare all'orecchio. Un ottimo nido.
E così, si cambia. Dopo le varie peripezie burocratiche, che tra l'altro non sono ancora finite, il passo d'obbligo è l'Ikea! Non so voi ma io sono una grandissima fan dell'Ikea...mobili carini, suppellettili inutili ma che non puoi non avere, nel complesso, buoni affari. Ora sull'Ikea se ne sono dette tante: dai nomi assurdi dei prodotti, alla gente, al ristorante...non sto a dilungarmi anche io su questo punto...all'Ikea, tra una cosa e l'altra. in un giorno spendi più o meno le stesse calorie che bruci in una settimana di palestra ed è molto comodo perché è compreso nel prezzo della spesa! Sommando questo allenamento al trasloco consiglierei di affrontare tutto quanto verso metà Luglio così alla prima settimana di Agosto si arriva alla prova costume che neanche le dive nei loro giorni migliori.
Il trasloco poi di per se è un dilemma continuo: lo tengo e lo butto? lo metto qui o lo sposto? ci sta o non ci sta? si abbina o non si abbina? Un dramma in puro stile Amleto. Io da questo punto di vista sono tremenda: terrei tutto. Mi si stringe il cuore a buttar via una forcina. Vedere poi la casa con tutti le mensole, i cassetti, gli armadi e le credenze vuote poi mi fa diventare un criminale recidiva. Ma si, mettiamolo lì che non si sa mai. In ogni casa in cui sono stata il quarto cassetto della cucina (il primo sono le posate, il secondo le tovaglie, il terzo sottopentole, sottobicchieri, sottotutto insomma) poteva vedersi tranquillamente attribuita l'etichetta "cose che non userai mai ma che non hai il coraggio di buttare": portamonete, cavi, fogli, buste, braccialetti di perline, pupazzetti di peluche, calcolatrici, orribili portachiavi...di tutto. Nell'ultimo, svuotato durante il trasloco, ci ho trovato persino un collare per cani, e la cosa è buffa visto che di cani non ne ho, e una sorta orrendo portacenere a forma di Sicilia, cosa ancora più strana visto che non fumo e non sono mai stata in Sicilia.
La casa vuota poi stimola lo shopping compulsivo. Improvvisamente hai bisogno di tutto. Cose che nella casa di prima nemmeno ti sognavi di possedere. Ieri ho acquistato: uno spremiagrumi elettrico, tre vasi da piazzare sul comò, un profumatore per il bagno all'essenza di oceano e una sveglia che ti dice l'orario canticchiando...
e le pareti vuote sono ancora peggio...Non credo di aver comprato quadri orribili come quelli acquistati in occasione dei traslochi...questo giro mi sono trattenuta (ma devo ancora tornare all'Ikea domani...) ma l'ultima volta ho portato a casa una stampa con un pappagallo gigantesco dall'aria tristissima appollaiato su un grosso trespolo...mi dispiace per il volatile ma era una cosa inguardabile...
Per concludere, da prossimo weekend mi trasferisco e ci vorranno almeno un paio di settimane perché io e la casa nuova impariamo a conoscerci...vi terrò aggiornati!
martedì 12 luglio 2011
salagadula, magicabula...
...bidibibodibibu...fa la magia tutto quel che vuoi tu!Bidibibodibibu!
chi se la può scordare, l'anziana fatona con mantella azzurra, che balla e canta mentre trasforma una zucca in una carrozza e topi in favolosi purosangue, come se fosse la cosa più naturale del mondo? E' una fata, è magia...
Io da piccola ci credevo alla magia delle fiabe, sul serio. Credevo alle fate, ai maghi, alle streghe, ai folletti...il mio mondo era popolato di numerose e alquanto bizzarre creature che passavano la loro vita a fare magie, incantesimi, trucchi e quant'altro...
Adesso la magia in cui credo è un po' diversa. E' la magia dei bambini ad esempio, che sanno guardare il mondo così com'è, senza nascondersi dietro i cliché, l'ipocrisia, la morale a tutti i costi, gli insegnamenti di questo e di quel grande accademico...sanno stupirsi del mondo. Ormai bisogna essere sempre più piccoli per possedere questa qualità, perché l'innocenza, che è la chiave di tutto, si perde presto.
Però sono fermamente convinta che esista un tipo di magia che ognuno di noi si porta dentro...una magia naturale, innata...quella che ogni tanto ci fa tornare bambini, e vedere le cose senza filtri...quella che ci sottolinea le altrimenti impercettibili connessioni che esistono fra tutte le cose...
bene, basta riflessioni filosofiche. Si, perché la mia idea era in realtà molto più leggera...quando mi è venuto in mente di parlare di magia pensavo proprio alla magia delle favole, quella del genio della lampada che ti dice "ehi, hai tre desideri!" oppure della fata madrina "ti faccio diventare una meravigliosa principessa con uno schiocco di dita!"...la magia facile, comoda in fondo (ecco, al contrario di ogni filosofia che non è mai comoda...). La magia di Harry Potter se vogliamo un altro esempio! Alé, un colpo di bacchetta ed è pronta una torta, lavato il bagno, fatta la toeletta al cane, scritto un tema e via dicendo...
Ecco, io pensavo a questa scena. Sto passeggiando nei corridoi dell'università quando, da dietro un angolo buio e polveroso, mi spunta fuori il mistico genio del diritto pubblico, un misto tra il genio azzurro di aladin, Gandalf del signore degli anelli e il mio prof di diritto penale, che mi fa "O tu, imperterrita studentessa che in un giorno bollente di Luglio ti sei alzata dal letto per venire a fare un esame, oggi riceverai un dono" e qui una nuvola di fumo che fa tanto film anni '70 "tu riceverai da me la possibilità di fare magia! Ma mica tutte le magie, seeeee bella, troppo facile, una soltanto!". E arrivata qui, con il genio che mi fissa con aria corrucciata perché non ha di certo tempo da perdere, mi troverei in difficoltà. Insomma voi che cosa scegliereste?
A me piacerebbe molto avere la coscienza di tutte le cose e di tutte le persone semplicemente pensando a loro! Va beh, non di tutte, singolarmente di quelle che voglio percepire in quel momento. Sarebbe favoloso! Primo potrei trovare tesori persi da tempo, basterebbe concentrarsi. Poi potrei trovare tutte le persone scomparse e tutti i killer fuggitivi e sarei anche utile alla società. E poi, cosa ancora più importante, potrei ritrovare le cose che perdo! Si, le chiavi della macchina, il telecomando della televisione, il libretto dell'università, la mia ciabatta sinistra, l'orecchino che si è sfilato, il reggiseno di un costume misteriosamente incompleto e via dicendo...per non parlare che così potrei sapere in ogni momento se una persona a cui tengo sta bene...questa è una mia fissa, sto cercando da tempi di farmela passare.
Però mi piacerebbe anche poter imparare tutto ciò che leggo, vedo o ascolto. Una favolosa e gigantesca conoscenza, la capacità di fissare tutto quanto mi circonda...si, bello! Mi affascina anche questo...oppure, affascinare tutti con un semplice sguardo, bam! Un'occhiata e cascano tutti a tuoi piedi: potrei saltare le code alla posta, evitare le multe, saltare immense lungaggini burocratiche...
e poi si va sul classico: volare, leggere nel pensiero, prevedere il futuro...no, anzi, prevedere il futuro non mi piacerebbe molto, così come viaggiare nel tempo e andare a vedere cosa accadrà...il futuro lasciamolo stare dove sta...Però viaggiare nel tempo all'indietro sarebbe niente male...
Bel dilemma...ok, non è che non ci dormo la notte ma è stuzzicante pensarci...anche se alla fine con questo genere di fiabesca magia a disposizione forse sarebbe un po' "vincere facile" e si perderebbe il gusto di lottare con unghie e denti per quello in cui crediamo...e in fondo sarebbe un gran peccato!
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