No comment. Si dice così, no? Quando intervistano gli avvocati fuori dai tribunali o i divi sulle loro vicende private di solito la reazione è una mano davanti alla faccia e un secco "no comment!".
Nessun commento.
Ci sono tante cose che ho smesso da tempo di commentare ma che ogni tanto, per puro masochismo, mi ripasso, di solito quando sono nervosa per qualcosa o devo smaltire dell'ansia (come in questi giorni)...tanto per ricordarmi che in fondo c'è di peggio di quello che sto passando io.
Tra le cose che non commento ce ne sono di serie e di meno serie. Parto dalle cose un po' più serie perchè mi hanno insegnato che è il finale di un testo che in genere resta in mente a chi lo legge e quindi vorrei che vi ricordaste di cose un po' più allegre. Sto facendo un corso all'università che sarebbe di diritto romano ma che diritto romano in fondo non è (e grazie al cielo): tratta del suicidio e dei rapporti delle autorità con esso. Io trovo che sia un corso meraviglioso e non perchè ho istinti suicidi ma piuttosto perchè mi fa capire che le persone che comandano in genere sono delle lucertole o al massimo un branco di cercopitechi. Lo sapevate che lo stato italiano ha depenalizzato il suicidio in toto solo nel 1930 eche il nostro codice penale contiene ancora una norma, rubricata come omicidio del consenziente, che è a tutt'oggi la trincea contro l'eutanasia e il testamento biologico? Lo sapevate che la chiesa cattolina nel suo ultimo corpus iuris risalente al 1984 condanna ancora i suicidi e gli eretici (usa proprio questa parola!) al divieto di sepoltura cristiana? E lo sapevate, e questo è il punto, che la stessa chiesa ha vietato il funerale cristiano di Piergiorgio Welby perchè considerato un suicida, nonostante il desiderio della moglie cattolica, in quanto quest'atto avrebbe potuto turbare la comunità cristiana? Io personalmente sono turbata molto più da una decisione del genere in pieno XXI secolo e pure eretica, a questo punto...quindi funerale nemmeno per me.
No comment.
Lo sapete che la mia università, o meglio la mia facoltà, quest'anno, crisi o non crisi, aveva un avanzo di bilancio? Si è quindi premurata di inviare una mail ai suoi studenti e domandare loro, molto democraticamente, cosa fare con quei soldi. Molti studenti hanno dato la risposta più ovvia: migliorie alla sede universitaria. Se ci pensate non c'è molto altro che possiamo fare. Ora il motto della mia università (scritto sempre alla fine delle email, cosa che a me fa venire spesso da ridere) è "da 600 anni guardiamo avanti". Questa volta hanno guardato talmente avanti che devono aver centrato in pieno un muro. Migliorie alla sede universitaria: trattasi di numero 6 maxischermi appesi più o meno ogni 30 metri con su scritti gli orari delle lezioni. Ma non c'era proprio nient'altro?tipo delle sedie?computer?lavagne?Perchè io devo essere costantemente aggiornata dell'andamento delle lezioni?Cambiano ogni 4 munuti?
No comment.
Ora passo a cose più banali ma che proprio faccio una gran fatica a sopportare e sulle quali in genere mi costringo a soprassedere.
Ad esempio le pubblicità schifose all'ora dei pasti. Secondo me lo fanno apposta: nella fascia dalle 12.30 alle 14.00 in genere transitano su tutti i canali spot su problemi intimi, perdite, pannolini, enterogermina, nausea, sporco, salvaslip e altre cose non esattamente adatte all'ora di pranzo. Tu sei li che stai per infilarti in bocca una forchettata di spaghetti alla carbonara e dalla tv accesa in salotto arriva il sinistro suono: "scusate il ritardo ma avevo un fastidioso prurito intimo" oppure "vado a cambiarmi lo slip" o anche "soffre anche lei di piccole perdite?"....ma come si fa??e poi che razza di messaggi sono?Chi è che arrivando in ritardo al cinema si scusa tirando fuori una scatola di tantum rosa?e quale signora totalmente sconosciuta ti impurtuna in ascensore chiedendoti di problemi prettamente femminili?Ma andiamo, almeno un poco di realismo concedecelo!
No comment.
Altra cosa: la gente per strada che ti ferma per chiederti dei soldi. Con tutto il rispetto del mondo per le brave persone che ci sono su questo pianeta, posso tranquillamente affermare che sono disposta a mettere la mano sul fuoco e anche di più dicendo che un buon 95% di quelli che ti fermano per strada non hanno propositi onesti. Ci sono quelli che ti ficcano in mano una cartolina dicendo che comprandola salverai un bambino dell'Africa. Quelli che in Africa costruiscono ospedali a forza di monetine. L'Africa viene tirata in ballo spesso...e poi ci sono i ragazzi che ti dicono che hanno smesso di drogarsi...quando?stamattina? Se ce una cosa che so, perchè ne faccio parte, è che le associazioni serie non mandano ragazzi in giro per le piazze a distribuire cartoline con su gattini e cagnolini in cambio di qualche euro...Il fatto poi che, quando non li consideri, questi tizi cerchino anche di farti sentire come uno che ha la stessa sensibilità di un gerarca nazista mi dà proprio sui nervi. E se sei fortunato qualche volta ti becchi anche qualche bell'insulto urlato dietro.
No comment.
E poi? Poi le signore delle pulizie dei supermercati che ti urlano che per terra c'è bagnato dopo che tu ti sei lanciato con un doppio tuffo carpiato nello scaffale dei detersivi. Le commesse dei negozi che quando entri non ti calcolano nemmeno di striscio nonostante tu stia urlando buongiorno con un megafono. I tizi che non raccolgono la cacca dei loro cani da in mezzo al marciapiede. Le vecchiette che ti sorpassano mentre fai la fila alla cassa del supermercato, quando tu devi pagare un limone e loro la spesa per un reggimento, con la scusa che sono anziane. Gli assistenti universitari che si credono dio in terra quando fino a ieri erano nelle tue stesse condizioni. I preti del mio pese che voglio censurare uno spettacolo teatrale nemmeno fossimo ancora ai tempi dell'Indice, negando deliberatamente fatti storici realmente accaduti e documentati (d'altra parte fino a dieci anni fa sostenevano la teoria geocentrica...).
NO COMMENT.
venerdì 14 ottobre 2011
sabato 8 ottobre 2011
tradimento...
Volete sapere chi mi ha tradita???Lo volete sapere??
IL MIO ARMADIO.
Proprio lui. L'armadio della mia camera da letto.
Piccola premessa: esiste una camera mia che è mia mia...cioè è quella di quando ero bambina, che viene prima di tutte le case, i viaggi e le fughe intorno al mondo. Ecco in quella camera ci sono tre grandi armadi di legno chiaro (oltre ad un armadio in plastica, colorato da me stile paint you life per scarpe e borse...). Ora i primi due sono pieni di vestiti ma il terzo, circa un paiodi anni fa, è stato oggetto di un lavoro titanico. Solo le donne a questo punto potranno capire cosa significhi svuotare un intero aramdio di abiti, borse, scarpe, coperte e quant'altro, trasferire parte del suo contenuto in un altro armadio (da qui nasce l'armadio plasticoso fai-da-te) e addirittura arrivare a buttare alcune cose...
Dopo tutto questa fatica ero riuscita ad ottenere un armadio vuoto e lo avevo colmato...di libri.
Ammetto che da parte mia riempire un armadio di legno d'abete con tonnellate di carta non sia stata esattamente quella che potrei definire un'ottima idea ma è stata quella che definirei una causa di forza maggiore.
Io sono la gioia di ogni libreria. Non posso uscirne a mani vuote. Amo leggere come poche altre cose al mondo...si, direi che ci sono solo un paio di cose che mi piacciono tanto quanto leggere e almeno una di queste non la si può fare da soli. Il problema però non sta tanto nella lettura in se quanto piuttosto nel fatto che io i li DEVO comprare. Un libro quando lo leggo deve essere mio. Devo affrontarlo sapendo di poterci scrivere su, di poterci fare le orecchie, di poterlo andare a riaprire ogni volta che voglio...non ci posso fare nulla. Io e le biblioteche abbiamo un pessimo rapporto.
A parte il lato schiettamente economico, che comuque mi crea problemi di tanto in tanto, il dramma più grande è rappresentato dallo spazio, inteso come luogo fisico dove ficcare tutta quella carta stampata. Il problema non si porrebbe se possedessi la biblioteca di Oxford ma, ahimè, così non è...la "mia personalissima biblioteca" si componeva, fino ad un paio di anni fa, di quattro umilissimi scaffali...che si sono riepiti nel giro di un altro paio d'anni. Beh, all'inizio ho provato a sbarazzarmi di quelli che proprio non mi piacevano: li ho regalati, venduti, inscatolati e chissà cos'altro...ma tutti gli altri? Sarebbe come strapparmi via un braccio!E da qui è parito il sacrificio dello spazio per abiti e scarpe in nome della conoscenza...a volte mi viene da chiedermi se sono completamente normale....
Tutto andava per il meglio: avevo un sacco di posto per tutti i miei libri, che se ne stavano anche al riparo da luce e polvere e inoltre potevo sfruttare anche il ripiano più altro per infilarci coperte, lenzuola e così dicendo.
Forse però presa da tutto questo idillio ho esagerato un pochino con il carico degli scaffali che in effetti sono fatti per sostenere maglioni e camicette e non certo volumi da 500 pagine...
Fatto sta ed è che ieri notte è accaduto l'inevitabile. Era una di quelle sere in qui me ne torno a casa per passare un po' di tempo con la mia famiglia...ed erano più o meno le tre di notte quando improvvisamente: SBARABAM!!Un'esplosione!!un'esplosione nel mio armadio-libreria. Accendo la luce e ai miei occhi si presenta uno spettacolo raccapricciante: l'armadio aperto stava vomitando fuori una grumo di scaffali sbrindellati, carta e polvere...tutti i miei libri schiacciati sotto mucchi di schegge di legno!Tre hanno riportato ferite importanti, due sono praticamente deceduti e uno è stato tranciato a metà....che scempio.
I miei si sono presentati in camera con un paio di occhi enormi e la faccia di chi aveva appena visto un dinosauro in tutù...
Alla mattina il bilancio è stato:quattro scaffali divelti e una tonnellata abbondante di libri a cui trovare un posto. E io che mi fidavo della mia brillante soluzione, del mio armadio salvalibri...che tradimento.
In sintesi la mia camera adesso sembra la biblioteca di Alessandria dopo un soggiorno di un mese di un'orda di barbari, con pile di libri su ogni superficie su cui sia possibile appoggiarli e un mucchio di legno che va bene solo per il caminetto.
Attendo con ansia un falegname. E qualcuno che mi regali un immenso castello con una biblioteca stile gotico, con tanto di candele, bifore e arazzi.
IL MIO ARMADIO.
Proprio lui. L'armadio della mia camera da letto.
Piccola premessa: esiste una camera mia che è mia mia...cioè è quella di quando ero bambina, che viene prima di tutte le case, i viaggi e le fughe intorno al mondo. Ecco in quella camera ci sono tre grandi armadi di legno chiaro (oltre ad un armadio in plastica, colorato da me stile paint you life per scarpe e borse...). Ora i primi due sono pieni di vestiti ma il terzo, circa un paiodi anni fa, è stato oggetto di un lavoro titanico. Solo le donne a questo punto potranno capire cosa significhi svuotare un intero aramdio di abiti, borse, scarpe, coperte e quant'altro, trasferire parte del suo contenuto in un altro armadio (da qui nasce l'armadio plasticoso fai-da-te) e addirittura arrivare a buttare alcune cose...
Dopo tutto questa fatica ero riuscita ad ottenere un armadio vuoto e lo avevo colmato...di libri.
Ammetto che da parte mia riempire un armadio di legno d'abete con tonnellate di carta non sia stata esattamente quella che potrei definire un'ottima idea ma è stata quella che definirei una causa di forza maggiore.
Io sono la gioia di ogni libreria. Non posso uscirne a mani vuote. Amo leggere come poche altre cose al mondo...si, direi che ci sono solo un paio di cose che mi piacciono tanto quanto leggere e almeno una di queste non la si può fare da soli. Il problema però non sta tanto nella lettura in se quanto piuttosto nel fatto che io i li DEVO comprare. Un libro quando lo leggo deve essere mio. Devo affrontarlo sapendo di poterci scrivere su, di poterci fare le orecchie, di poterlo andare a riaprire ogni volta che voglio...non ci posso fare nulla. Io e le biblioteche abbiamo un pessimo rapporto.
A parte il lato schiettamente economico, che comuque mi crea problemi di tanto in tanto, il dramma più grande è rappresentato dallo spazio, inteso come luogo fisico dove ficcare tutta quella carta stampata. Il problema non si porrebbe se possedessi la biblioteca di Oxford ma, ahimè, così non è...la "mia personalissima biblioteca" si componeva, fino ad un paio di anni fa, di quattro umilissimi scaffali...che si sono riepiti nel giro di un altro paio d'anni. Beh, all'inizio ho provato a sbarazzarmi di quelli che proprio non mi piacevano: li ho regalati, venduti, inscatolati e chissà cos'altro...ma tutti gli altri? Sarebbe come strapparmi via un braccio!E da qui è parito il sacrificio dello spazio per abiti e scarpe in nome della conoscenza...a volte mi viene da chiedermi se sono completamente normale....
Tutto andava per il meglio: avevo un sacco di posto per tutti i miei libri, che se ne stavano anche al riparo da luce e polvere e inoltre potevo sfruttare anche il ripiano più altro per infilarci coperte, lenzuola e così dicendo.
Forse però presa da tutto questo idillio ho esagerato un pochino con il carico degli scaffali che in effetti sono fatti per sostenere maglioni e camicette e non certo volumi da 500 pagine...
Fatto sta ed è che ieri notte è accaduto l'inevitabile. Era una di quelle sere in qui me ne torno a casa per passare un po' di tempo con la mia famiglia...ed erano più o meno le tre di notte quando improvvisamente: SBARABAM!!Un'esplosione!!un'esplosione nel mio armadio-libreria. Accendo la luce e ai miei occhi si presenta uno spettacolo raccapricciante: l'armadio aperto stava vomitando fuori una grumo di scaffali sbrindellati, carta e polvere...tutti i miei libri schiacciati sotto mucchi di schegge di legno!Tre hanno riportato ferite importanti, due sono praticamente deceduti e uno è stato tranciato a metà....che scempio.
I miei si sono presentati in camera con un paio di occhi enormi e la faccia di chi aveva appena visto un dinosauro in tutù...
Alla mattina il bilancio è stato:quattro scaffali divelti e una tonnellata abbondante di libri a cui trovare un posto. E io che mi fidavo della mia brillante soluzione, del mio armadio salvalibri...che tradimento.
In sintesi la mia camera adesso sembra la biblioteca di Alessandria dopo un soggiorno di un mese di un'orda di barbari, con pile di libri su ogni superficie su cui sia possibile appoggiarli e un mucchio di legno che va bene solo per il caminetto.
Attendo con ansia un falegname. E qualcuno che mi regali un immenso castello con una biblioteca stile gotico, con tanto di candele, bifore e arazzi.
sabato 1 ottobre 2011
Treno regionale veloce 4416...
...proveniente da Verona Porta Nuova e diretto a Bologna Centrale delle ore 8.32, é in arrivo al binario 2; ferma in tutte le stazioni eccetto
(e qui cambia voce): Camposanto, (nuovo cambio di voce) Calderara Bargellino. Allontanarsi dalla riga gialla.
Tralasciando il fatto che non ho ancora capito la differenza tra regionale e regionale veloce (ad esclusione del fatto che il biglietto adesso costa un'euro in più), posso tranquillamente affermare che se la voce che annuncia l'arrivo del treno per Bologna
alla stazione avesse anche una forma fisica, ormai saremmo grandi amiche,
considerando che in questi giorni sto praticamente rimbalzando tra casa mia e
quella caotica città.
Apro e chiudo una piccola parentesi: il fatto che alle tre del pomeriggio del primo di ottobre il termometro della farmacia segni 30° gradi non affatto normale...
Il problema fondamentale della stazione di Bologna è quello di essere un punto nevralgico: come tutte le strade portano a Roma, prima o poi tutti i treni finiscono a Bologna. Questo, devo ammetterlo, succede soprattutto in periodo vacanziero. Ecco, se in quei giorni ci si doveva recare a Bologna per studio o lavoro ci si trovava a provare una
forte invidia nei confronti dei turisti in partenza, ma il modo migliore per farsela
passare era dare un'occhiata al treno Bologna-Ancona, quello che fa tutte le
stazioni del mare per intenderci. Praticamente un carro bestiame. Io non ho
idea in base a quale regola fisica tutte quelle persone (accompagnate da
relative valigie) riescano ad infilarsi in uno spazio che non è esattamente
vasto...credo che salendo la prima sensazione che ti prende sia quella
di entrare in una scatola di sardine appoggiata sulla superficie del sole...quindi, evvai! Meno
male che non devo andare in vacanza!
In questi giorni invece, e ribadisco c'è un caldo abbastanza inusuale, sui treni per Bologna l'aria condizionata è già stata spenta e per forza di cose i finestrini vengono spalancati dai poveri viaggiatori stremati dalla temperatura tropicale alla ricerca di un minimo di refrigerio...che ovviamente non arriva: l'effetto finale è che "si sta come nel forno ventilato le patate", per fare una citazione colta.
In ogni caso per tutti i periodi dell'anno vale il teorema della, passatemi il termine, fanculizzazione delle ferrovie: se sei in anticipo è in ritardo. Se sei in ritardo, è puntuale. Se sei in orario, è in sciopero. E questo sempre. Oltre a ciò valgono i corollari: se c'è tantissima gente il treno è di un solo vagone. Se il treno è vuoto la vecchietta con il cagnolino ringhiante si verrà a sedere esattamente di fronte a te. Se c'è caldo i finestrini non si abbassano. Se si gela non si tirano su.
Se c'è un ottimo passatempo
quando si viaggia da soli in treno, o su ogni altro mezzo di trasporto
collettivo, è osservare chi ci sta attorno. Sui mezzi pubblici si raduna la più diversa umanità e tu sei assolutamente libero di osseravare in modo sfacciato tutti quanti...cosa che io faccio normalmente in ogni occasione, ma questo è una caso a parte...
Venerdì mattina prendo il treno e mi siedo in uno scompartimento praticamente vuoto. E' rimasto tale per circa un paio di fermate dopo di che ha iniziato a riempirsi. Per primo è salito un signore stracarico di pacchi, sacchettini e sportine, che emanava un fortissimo odore di liquirizia. Poi una suora vestita di grigio e nero che per tutto il viaggio ha fissato con disappunto il mio vestito rosso fuoco mormorando il rosario in latino. Poi è stata la volta di una mamma di colore con una bambina bellissima che si è messa a sgambettare lungo tutto il vagone. Di ogni persona è bello immaginare la vita, il motivo per il quale ha preso quel treno, lo stato d'animo e mille altre cose...
L'ho sempre affermato: il treno non è il mio mezzo preferito per spostarmi ma sicuramente è un ottimo mezzo per inventare racconti...
Alla prossima viaggiatori!
Ps. Per chi ha guardato la luna di questa sera: ma non era uno spettacolo???Sembrava una di quelle lune di plastica fosforescente che si appiccicano sui soffitti delle stanze...che meraviglia!
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